La stabilità del processo prima di tutto

Comprendiamo gli sforzi generali di digitalizzazione, oltre all’implementazione di nuovi modelli aziendali, così come il desiderio di una maggiore stabilità del processo nella produzione. Siamo convinti che questo sia particolarmente vero per l’industria della lavorazione dei metalli. Partiamo dal presupposto di base che un processo buono e uniforme produce una qualità altrettanto buona e uniforme. In Unilube puntiamo molto sul processo in sé e sulla sua stabilità. Il monitoraggio del processo, invece, rappresenta principalmente un fattore di costo, a volte inevitabile, a cui si dovrebbe ricorrere solo in mancanza di alternative. Tuttavia, abbiamo effettuato diverse prove nel campo del monitoraggio del processo, come ad esempio il dosaggio controllato tramite sensori.

Quantità di dosaggio controllata tramite sensori

Nella configurazione di prova è stato installato un sensore laser per monitorare la posizione dell’asta del pistone (vedi Fig. 1) e la relativa corsa. Grazie al segnale ricevuto è stato possibile registrare con precisione sia la quantità di dosaggio che il numero di cicli di dosaggio. I risultati ottenuti erano plausibili e molto significativi. Poiché è stato scelto un sensore dal design compatto, questa tecnologia del sensore potrebbe essere utilizzata senza problemi anche con un sistema a più ugelli. In caso di un’esigenza del cliente, nulla vieta l’implementazione dal punto di vista tecnico. Una possibile alternativa economica sarebbe il monitoraggio dei picchi di pressione, in modo da monitorare il numero di cicli attivati, anche se non è possibile monitorare la quantità di dosaggio esatta. Questa soluzione, però, si avvicina molto al segnale di comando di una macchina, che ha quasi la stessa significatività.

Figura 1: Configurazione di prova

Significato economico e assurdità dei dati:

il grande interrogativo del rapporto costi/benefici emerge sempre in modo sostanziale nell’industria 4.0. È sempre possibile formulare i costi in modo chiaro, diventa molto più difficile stabilire quali dati devono essere raccolti, elaborati o addirittura archiviati in base al beneficio atteso rispetto alla domanda. Se mettiamo al primo posto la stabilità del processo, il nostro consiglio per quanto riguarda la lubrificazione minimale è il seguente: “Il monitoraggio del processo deve essere implementato direttamente tramite i segnali di controllo della macchina. Anche il monitoraggio del livello del serbatoio di lubrificante è un must. Ma l’elemento più importante per ottenere la massima affidabilità del processo è l’uso coerente di utensili lubrificati internamente.” In questo modo si ottiene il più alto livello di stabilità del processo, soddisfacendo al tempo stesso anche le aspettative dell’industria 4.0, per non parlare del miglioramento della redditività che la lavorazione quasi a secco consente di ottenere per quanto riguarda la durata dell’utensile e il tempo di lavorazione. In questo modo, anche il cliente ottiene un valore aggiunto quantificabile concretamente.

Figura 2: Segnali di misurazione con un totale di 11 cicli con diverse portate

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